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Fondo di garanzia INPS

TFRFondo di Garanzia INPS: cos’è, come si attiva e chi ne ha diritto

Avv. Silvia Caravà – professioni360 – area legale

L’attuale crisi economica mette spesso le imprese nella condizione di non poter garantire ai propri dipendenti il pagamento del trattamento di fine rapporto e delle retribuzioni.

Molti dei nostri clienti, dipendenti di imprese più o meno grandi, ci interpellano per sapere come poter recuperare i crediti vantati nei confronti del datore di lavoro e, normalmente, si intraprende un’azione giudiziaria finalizzata al recupero del credito. Spesso accade che, prima di riuscire a completare la procedura di recupero del credito, il datore di lavoro fallisca o venga assoggettato a un’altra procedura concorsuale, cioè a concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa o amministrazione straordinaria. In questi casi il lavoratore può rischiare di perdere tutto o in parte quanto avrebbe dovuto essergli riconosciuto dall’impresa.

Esiste però uno strumento di tutela che consente al lavoratore di recuperare almeno il trattamento di fine rapporto e le retribuzioni degli ultimi tre mesi, richiedendo l’intervento del Fondo di garanzia dell’Inps. Il Fondo di garanzia dell’Inps è uno strumento di tutela che ha lo scopo di assicurare ai lavoratori una garanzia minima in caso di mancata liquidazione del trattamento di fine rapporto e dei crediti diversi dal Tfr derivati dal rapporto di lavoro da parte dell’impresa che si trovi in stato di insolvenza.

Quando si può attivare?

Se un’impresa è soggetta a una procedura concorsuale, vale a dire a fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa o amministrazione straordinaria, il Fondo di garanzia dell’Inps si può sostituire al datore di lavoro che non ha adempiuto a propri doveri nei confronti del lavoratore per il pagamento:

– del trattamento di fine rapporto o Tfr, cioè quella somma che il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore dipendente in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro;

– dei crediti di lavoro diversi dal Tfr, cioè la retribuzione degli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro (compreso tredicesima, malattia e maternità).

Il fondo può altresì essere attivato nel caso in cui il datore di lavoro insolvente non sia impresa soggetta a fallimento (es. imprenditore individuale) ma sia comunque stata soggetta a esecuzione mobiliare infruttuosa.

Chi ne può beneficiare?

I lavoratori dipendenti, gli apprendisti, i dirigenti di aziende industriali e i soci delle cooperative di lavoro.

 Quando va presentata la domanda?

La domanda di intervento del Fondo di garanzia può essere presentata:

– a partire dal 15° giorno successivo al deposito dello stato passivo reso esecutivo in caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa o amministrazione straordinaria;

– dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza che decide eventuali impugnazioni o opposizioni riguardanti il credito del lavoratore;

– dal giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento che decide eventuali impugnazioni o opposizioni contro la proposta di concordato preventivo;

– dal giorno successivo al decreto di ammissione al passivo o dopo la sentenza che decide dell’eventuale contestazione, in caso di insinuazione tardiva del credito nella procedura fallimentare.

 Quali sono i termini di prescrizione?

La richiesta di intervento del Fondo di garanzia per il recupero del Tfr deve essere presentata dal lavoratore entro cinque anni dal provvedimento che chiude la procedura concorsuale a cui è stato sottoposto il datore di lavoro. Per quanto riguarda il recupero delle ultime tre mensilità della retribuzione, il termine di prescrizione è invece di un anno.

Il video

per info: Professioni360 – Area Legale | info@professioni360.it | www.professioni360.it

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